CREDITO D’IMPOSTA TRANSIZIONE 5.0

OBIETTIVO

Il programma ha la finalità di sostenere il processo di transizione energetica e digitale delle imprese attraverso la concessione di credito d’imposta proporzionale alla spesa sostenuta per gli investimenti effettuati.

BENEFICIARI

Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato e alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa. La spettanza del beneficio è comunque subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

 

REQUISITI DEI BENEFICIARI

Per l’accesso al beneficio, le imprese dovranno presentare, in via telematica, al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), la documentazione indicata al comma del 11 d.l. 2 marzo 2024, n.19 (art.38) unitamente ad una comunicazione concernente la descrizione del progetto di investimento e il costo dello stesso. La concessione del beneficio è subordinata alla presentazione di specifiche certificazioni rilasciate da un valutatore indipendente, che rispetto all’ammissibilità del progetto di investimento e al completamento degli investimenti, attestano:

a) ex ante, la riduzione dei consumi energetici conseguibili tramite gli investimenti nei beni;

b) ex post, l’effettiva realizzazione degli investimenti conformemente a quanto previsto dalla certificazione ex ante.
Tra i soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni sono compresi, in ogni caso:

i) gli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) certificati da organismo accreditato secondo la norma UNI CEI 11339;

ii) le Energy Service Company (ESCo) certificate da organismo accreditato secondo la norma UNI CEI 11352.
Inoltre, le imprese dovranno inviare delle comunicazioni periodiche al GSE in relazione all’avanzamento dell’investimento ammesso all’agevolazione, secondo modalità che saranno successivamente definite da un decreto ministeriale.

 

ENTITA’ DELL’AGEVOLAZIONE

L’agevolazione consiste in un Credito di imposta di aliquota variabile a seconda della riduzione dei consumi ottenuta a livello di stabilimento o di processo produttivo.

SPESE AMMISSIBILI

Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, di cui agli allegati A e B della l. 11/12/2016 n. 232, effettuati a partire dal 1° gennaio 2024 fino al 31 dicembre 2025. Tali beni devono essere strumentali all’esercizio d’impresa e interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, inoltre, tramite gli stessi, è necessario conseguire complessivamente una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale, cui si riferisce il progetto di innovazione non inferiore al 3% o, in alternativa, una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5%.
La riduzione dei consumi, riproporzionata su base annuale, viene calcolata con riferimento ai consumi energetici registrati nell’esercizio precedente a quello di avvio degli investimenti, al netto di eventuali variazioni dei volumi produttivi e di fattori esterni che possono avere influenza sul consumo di energia. Invece, per le imprese di nuova costituzione, il calcolo del risparmio energetico si basa sui consumi energetici medi annui riferibili ad uno scenario controfattuale, che sarà individuato secondo i criteri definiti nel decreto che verrà pubblicato successivamente.

Oltre ai beni di cui all’allegato B della legge 11/12/2016 n. 232, sono ammessi, se previsti in modo specifico nel progetto di investimento:

a) i software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding);

b) i software relativi alla gestione di impresa se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme di cui alla lettera a).

Sono inoltre agevolabili:

a) gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.
b) le spese per la formazione del personale previste dall’articolo 31, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi, nel limite del 10 per cento degli investimenti effettuati nei beni di cui al comma 4 e comma 5, lettera a), e in ogni caso sino al massimo di 300 mila euro, a condizione che le attività formative siano erogate da soggetti esterni individuati con decreto attuativo.

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

Le modalità di presentazione delle domande verranno chiaramente definite in seguito alla pubblicazione di un decreto del Ministero delle imprese e del made in italy, che attualmente è in fase di definizione.

 

NOTE

  • Il credito d’imposta transizione 5.0 non è cumulabile, in relazione ai medesimi costi ammissibili, con il credito d’imposta per investimenti in nuovi beni strumentali c.d. “industria 4.0”, nonché con il credito d’imposta per investimenti nella ZES unica.;
  • Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto.;
  • Per le sole imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro fermo restando il limite massimo.;
  • Per le piccole e medie imprese, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 10.000 euro, fermo restando il limite massimo.;
  • Conservare tutta la documentazione contabile, tecnica ed amministrativa inerente alla concessione delle agevolazioni e ai servizi fruiti tramite le stesse per un periodo non inferiore a 5 anni dalla data di concessione delle agevolazioni.

RIFERIMENTI NORMATIVI

        ALLEGATO A l. 11 dicembre 2016 n. 232

ALLEGATO B l. 11 dicembre 2016 n. 232

DECRETO LEGGE 2 marzo 2024 n. 19

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